1.
SALUTE. IL PROBLEMA INFERMIERISTICO IN ITALIA: DAL "CAOS SAN RAFFAELE" AL NOSTRO QUOTIDIANO
Gli italiani invecchiano e la domanda di assistenza sanitaria sale. La popolazione italiana è una delle più vecchie al mondo: quasi il 20% supera i 65 anni di età e, secondo i dati Istat, nel 2050 circa l'8% degli italiani avrà più di 85 anni. Il sistema sanitario italiano, al momento, potrebbe non essere in grado di far fronte a questi cambiamenti, in particolare per quanto riguarda il rinnovo e l'assunzione del personale infermieristico. Si calcola che la carenza di infermieri, già importante soprattutto al Nord, aumenti ogni anno a causa dello squilibrio tra i pensionamenti e le nuove assunzioni. È quanto emerge dal rapporto Ocse sulle risorse umane italiane in ambito sanitario.
L'Italia soffre insomma di una grave e strutturale carenza infermieristica, con un rapporto di circa 6-7 infermieri ogni 10000 abitanti ben al di sotto della media UE e OCSE, stimando una mancanza di 65.000-175.000 professionisti per allinearsi agli standard europei, aggravata dall'invecchiamento del personale (circa un terzo ha più di 55 anni) e da una fuga di professionisti verso l'estero, causata da salari bassi, ritmi di lavoro insostenibili e scarsa valorizzazione. Le prospettive future sono allarmanti, con un ricambio generazionale insufficiente e previsioni di carenze fino a 100.000 unità entro il 2030, mettendo a rischio la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Pochi infermieri
Il settore infermieristico deve far fronte al problema opposto. L'Italia ha meno infermieri che Medici, la maggior parte dei quali (70%) lavorano in strutture pubbliche. L'università italiana non forma abbastanza infermieri e, secondo la Federazione nazionale FNOPI, la carenza ammonta ad oltre 70 mila, per una mancanza di copertura dei posti di lavoro pari al 15%. Per questo motivo l'università ha incrementato la capacità dei corsi per le professioni infermierstiche, ma le domande di ammissione rimangono più alte dei posti disponibili, soprattutto al Sud.
Risorse dall'estero
La carenza di infermieri potrebbe essere in parte colmata dall’assunzione di personale proveniente dall’estero. Secondo i dati Ocse, la maggior parte del personale straniero autorizzato a venire in Italia è stato assunto con contratti dai 12 ai 24 mesi. Gli infermieri che arrivano in Italia hanno mediamente tra i 20 e i 39 anni e provengono generalmente da Romania (circa 60%), Polonia (25%), Perù, Albania, Serbia e India.
Le assunzioni dall’estero possono essere facilitate tramite contatti diretti tra le istituzioni. Gli accordi intrapresi in questo senso sono ancora pochi, ma alcuni sono risultati di particolare efficacia. La Spagna per esempio, che presenta un esubero di infermieri, ha un accordo interistituzionale con l'Italia che facilita l'assunzione del personale.
Alcune Regioni hanno iniziato a richiamare personale dall’estero tramite accordi bilaterali tra gli istituti di formazione. La Regione Veneto, per esempio, ha stipulato un accordo bilaterale con alcuni istituti di Bucarest e Pitesti e la Provincia di Parma con la Provincia di Cluj-Napoca.
Le reazioni al flusso di infermieri dall'estero presentano preoccupazioni legate alle difficoltà linguistiche e alla necessità di formazione iniziale. Malgrado la forte domanda di personale infermieristico, l'Italia rimane un Paese poco attraente per gli stranieri: lo stipendio non è competitivo, le politiche di immigrazione sono sfavorevoli e la scarsa diffusione della lingua italiana all'estero rende la comunicazione più difficile.
Negli ultimi anni, dal dopo covid, la percentuale di infermieri provenienti dall'estero, soprattutto da Paesi extra-UE ha avuto un notevole incremento.
Dall'altra parte tanti Infermieri Italiani, formati dalle Università Italiane una volta terminato il percorso accademico se ne vanno a lavorare all'estero..... ed eccoci ai cervelli in fuga. Il paradosso? Si spendono risorse economiche e si iniettano competenze avanzate ai ragazzi italiani che fuggono all'estero, per acquisire loro colleghi da Perù, India, Albania, ecc.... I migliori se ne vanno e in Italia si ospitano pericolose soluzioni tampone. Il territorio, (le RSA in primis, meno attraenti di Ausl e cliniche private), in un Paese in cui l'invecchiamento della popolazione la fa da padrone, è attualmente il più colpito da questa situazione. da qui, il caso di "oggi": il Caos san Raffaele. Una storia che ne potrebbe narrare tante altre avvolte nella nebbia della probabile non conoscenza.
Infermieri che non sanno dove si trovino i farmaci , che commettono errori di somministrazione delle terapie, che sono del tutto disorientati perché non hanno le competenze necessarie a districarsi nei reparti più delicati dell'ospedale, carrelli coi farmaci 'disastrati' nei corridoi. È quanto emerge in una mail, visionata dall'AGI, scritta da un Medico il 6 dicembre 2025 a una collega con oggetto 'Segnalazione criticità personale infermieristico notte 5-6 dicembre reparto Iceberg'. Ed ancora: Infermieri che affermano di non aver mai fatto un solo giorno di affiancamento in reparto, che non sanno gestire né NIV (Ventilazione meccanica non invasiva), né terapia insulinica in continuo. L'infermiera destinata ai letti di Admission Room non conosceva i nomi dei farmaci prescritti e non comprendeva bene l'italiano (Amiodarone 150mg, diventa Modarone 500mg). La medesima infermiera commetteva un grave errore di somministrazione di Amiodarone, somministrandolo a 200ml/h anziché a 20ml/h (1 ora anziché 12 ore) per un paziente. Poi nuovamente il medico: "Quasi tutte le terapie della notte risultavano scadute, rendendo impossibile capire se fossero state somministrate o meno..."
https://www.agi.it/cronaca/news/2025-12-09/crisi-infermieri-san-raffaele-errori-mail-medico-34563178/
2. PROTAGONISTA. EVENTI NATALIZI IPAB BIAZZI 2025-2026
3. ATTUALITA' E CUCINA DI NATALE. TARTINE AL SALMONE
INGREDIENTI
Salmone affumicato a fette 250 gr
Pane per tramezzini 140 gr 2 fette
Formaggio fresco spalmabile 350 gr
Erba cipollina 1 mazzetto
Semi di sesamo nero q.b.
olio extravergine di oliva q.b.
PREPARAZIONE
Tritate finemente l'erba cipollina. In una ciotola mettete il formaggio fresco spalmabile ed ammorbiditelo con una frusta aggiungendo a seguire la scorza di lime.
Unite anche l'erba cipollina e mescolate. Versate l'olio e mescolate nuovamente.
regolate di sale e mescolate l'ultima volta. Mettete il composto in una sac-a-poche con una punta a vostra scelta. Lasciate riposare la crema in frigo fino al momento dell'utilizzo. Tagliate il pane per tramezzini con una coppapasta da 5 cm di diametro, ne otterrete 12. tagliate a strisce le fette di salmone affumicato.
farcite ogni disco spremendo un ciuffo abbondante del composto di formaggio. adagiate su esso il salmone e decorate con semi di sesamo nero.
Completate con dell'erba cipollina. Una volta pronte disponetele su un piatto da portata.
https://ricette.giallozafferano.it/Tartine-al-salmone.html
4. NARRATIVA. DOPO LA TEMPESTA
Questo spazio ritorna a
voi dopo un lungo tempo di ferma durante il quale, come ben sappiamo, abbiamo
dovuto affrontare una delle prove più tragiche e dolorose, quella del Covid.
Nessuno era pronto e preparato a una simile emergenza, e l’ambito che più di
tutti ne ha sofferto è stato quello degli ospedali e delle Rsa/Cra di ogni
territorio.
Per settimane non si
faceva altro che contare decessi, mentre le strutture con quello che avevano a
disposizione hanno dato tutte le cure possibili perché’ il numero non
aumentasse. È stato a dir poco difficile assistere ogni giorno alla sofferenza
dei nostri residenti, ed è stata per noi che prestiamo le cure e l’assistenza
alle loro persone una prova che ci ha richiesto, sotto ogni aspetto, un prezzo
altrettanto alto, tanto che alla fine la metà di chi opera nella nostra
struttura si ritrovò a casa con il virus per lunghi periodi. In ambito
nazionale abbiamo visto anche personale sanitario che a vari livelli ha pagato
con la propria vita essere e restare sul campo a compiere ciò che la propria
divisa chiamava a fare, come dovere professionale e civile nei confronti
dell’altro, in questo caso i più fragili e i più deboli: anziani, bambini,
disabili. Ci siamo ritrovati a dovere
indossare tute, maschere, guanti, occhiali e visiere per avvicinarci ai nostri
residenti e prestargli le cure e l’assistenza quotidiana, cosa che fino a poco
tempo prima si faceva a viso scoperto. Ora, avvolti da tutte queste protezioni,
ovviamente non venivamo riconosciuti, anzi, agli inizi ne avevano paura, chiedendo
chi si nascondesse dietro quelle maschere e quegli occhiali. Uno dei traumi più
grandi (non solo) per loro è stata la totale cancellazione di ogni forma di socialità
che ogni giorno li vedeva relazionarsi con il mondo che stava dentro e fuori
dalla struttura. Servizi come la palestra e l’animazione, che da sempre erano
stati la spina dorsale attorno alle quali si svolgevano i vari riti giornalieri
delle attività all’improvviso hanno cessato di esistere, per non parlare del
blocco delle visite dei propri famigliari e conoscenti, sostituite per lungo
tempo dalle video chiamate al telefono. Da parte nostra tutto questo ci ha
chiamati ad una prova fisica e psicologica senza precedenti ( delle quali per
molto tempo ancora risentiremo degli effetti che hanno provocato a chi si e’ trovato ogni giorno in prima
linea, soprattutto psicologicamente), in cui ogni realtà professionale ha
dovuto e dato oltre il massimo umanamente pensabile, dove, sfiniti di ogni
residua forza il giorno dopo ripartivamo nuovamente ad affrontare la realtà e
le conseguenze di questa pandemia, mentre tutti invocavano e aspettavano che si
creasse un vaccino, qualcosa che potesse quanto meno ridurre l’incidenza
mortale del Covid, e qui, dopo, abbiamo assistito ad una spaccatura tra chi si
e’ vaccinato e chi, per varie ragioni ha rifiutato di farlo. Una delle
conseguenze più pesanti è l’allarme che da qualche tempo tutte le strutture
sanitarie e in particolare nelle Rsa/Cra hanno lanciato, riguardante la
mancanza di Oss e infermieri. Allo stato attuale all’orizzonte non si
preannuncia niente di buono, queste due figure sono diventate di difficile reperibilità,
in quanto tutti gli Oss/infermieri vaccinati e disponibili sono già stati assunti,
in una sorta di “gioco” dove chi prima arriva meglio alloggia. Sarà, questo,
uno dei prossimi temi caldi col quale dovremo (e già stiamo facendo) fare i conti.
Di: Gianluigi Rossetti
5. OROSCOPO DEL MESE DI NOVEMBRE 2025
ariete
Legge dell’energia. È necessario che il fluire lavico e impetuoso di ogni tuo risveglio sia dominato, direzionato e conservato con cura. Mercurio, Venere e Marte in trigono dal Sagittario sono impulsi vitali che ti restituiscono parte della fiducia che questo 2025 ha sottilmente rosicchiato. Sono fasci di luce che illuminano la strada verso nuove entusiasmanti avventure, lavorative, sentimentali, personali. Tenere il pugno in pugno senza cedere al bisogno di provarne la potenza alla prima provocazione, questa sarà la vera misura della tua forza. Soprattutto dalla seconda metà del mese.
toro
Legge della semplicità. Fine dell’opposizione di Venere dallo Scorpione, parole, relazioni e azioni tornano a essere morbide e naturali come è il tuo animo. Il senso di mancanza - il manque-à-être di Lacan - non genera più una disperata ricerca di godimenti facili e pronti a colmare i vuoti, ma si trasforma in vuoto produttivo, stimolo alla vita, alla ricerca, al riconoscimento di sé. Davanti allo specchio l’unica brama è ritrovare la tua identità sincera e autentica, e salutare a uno a uno i tuoi personaggi creati per e dal desiderio dell’altro, in cui ormai non ti riconosci più.
gemelli
cancro
leone
Legge dell’entusiasmo. Questa mania di contenersi, appiattirsi, misurarsi e frenarsi non va affatto d’accordo con le naturali accelerazioni del tuo cuore. Il battito ultimamente non è regolare, sottoposto continuamente a eccitazioni e frenesie, vuoi perché una nuova e grande sfida sta assorbendo tutte le tue energie, mentali e fisiche, vuoi perché alcuni successi tanto attesi si stanno finalmente palesando. Il tuo diritto alla risata incontenibile, all’esultanza scomposta o al gesto di vittoria è sacrosanto, perché non è mai contro l’altro, ma solo giustamente auto-celebrativo.
vergine
Legge della presenza. In ogni frangente dell’esistenza, che siano l’importante riunione di lavoro, l’appuntamento galante, il tragitto sui mezzi pubblici o il caffè in pausa, la presenza è tutto. Hai pensieri raggomitolati che ti portano in lungo e in largo su vie che si intrecciano, sensi unici e nodi che non si snodano mai come vorresti tu. Distrazioni umane e digitali che compromettono le tue infallibili programmazioni, in nome delle quali ti sacrificheresti due ore in più. Non si tratta di completare la lista dei compiti, ma di essere presente, in toto, a ogni istante.
bilancia
Legge dell’immedesimazione. Ne faresti una disciplina universitaria, di cui senz’altro avresti cattedra ad honorem, perché abbracciare altri punti di vista, è esercizio fondamentale per realizzare una qualsiasi unione o contratto sociale. In te quest’arte può toccare punte di esagerazione, quando a furia di chiederti come la penserebbe l’altro, e il suo amico, e poi l’amica del suo amico, non fai più caso a come la pensavi tu, che sin dal primo istante, con Mercurio, Venere e Marte a favore (solo per la prima metà del mese!), avresti la soluzione giusta in tasca, senza girarci intorno.
scorpione
Legge dell’ombra. Avere un rapporto sano con la parte ombra non è da tutti, così che sono pochi quelli che attingono veramente a questa fonte inesauribile di vita, tanto spaventosa e informe quanto incredibilmente affidabile e rassicurante nel guidarci fra i sentieri del rischio e dell’imprevisto. La tua non è mai esclusivamente logica ferrea e scientifica, nel tuo pensare e nel tuo agire c’è sempre una porzione di misteriosa ispirazione, un emergere di potenza e intuizione dal fondo, che dalla metà del mese produrrà risultati tangibili, sia in ambito professionale che sentimentale.
sagittario
Legge della volontà. Mercurio, Venere e Marte nel tuo segno colorano il cielo del tuo modo d’essere. Inutile interrogarsi sul libero arbitrio, nel gioco infinito che divide fatalisti e gli indomiti. C’è sempre una causa che muove le tue azioni, che ora sono nuovamente coraggiose e lungimiranti, ma non per questo senti il venir meno della libertà. Partecipi a un disegno più ampio, sai che le tue volizioni - direbbe Spinoza - sono figlie di una sola volontà divina e da qui deriva la tua serenità, quel buon viso alla sorte che non ti piega né ti spaventa e a cui volentieri ti accordi.
capricorno
Legge dell’etica. Ciò che paga a lungo termine è l’assoluta fedeltà a se stessi. La tua linea di condotta è chiara e riconoscibile, si rifiuta di piegarsi a comodi compromessi e si tiene ben stretta all’albero maestro di principi radicati e praticati nel tempo. Dalla metà del mese Marte e poi Mercurio entrano nel tuo segno e danno ulteriore slancio ai tuoi progetti insieme alla possibilità di attuarli secondo i tempi, le condizioni e le logiche in cui hai sempre creduto. Ogni realizzazione esterna sarà specchio della tua interiorità, impossibile da condividere con chi non sa guardarti.
acquario
Legge della trasformazione. Da Eraclito alla moderna fisica quantistica, passando per Giordano Bruno, è evidente che non esiste un assoluto, se non forse in forma di legge di natura. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma proprio come fai tu, spirito contrario alla noia mortale del tutto uguale e per sempre fra i mortali. I pianeti di fine autunno sposano appieno la tua filosofia e la strada è libera per cambiare, muoversi, stupirsi, progredire, scegliere la soluzione che nessuno penserebbe mai. E chissà quali incontri e per quali mondi muoverai i tuoi prossimi passi.
pesci
Legge del sentire. Sei fuori dal mondo tu che ancora chiedi un contatto vero, reale e tangibile. Sei fuori dal mondo tu che stai ad ascoltare l’altro in silenzio e segui e partecipi con gli occhi ai moti del suo animo. Sei fuori dal mondo tu che preferisci allontanarti dalla massa e rifugiarti in una solitudine meditativa. Sei fuori dal tempo tu che il tempo non lo vuoi scandito dalla tecnologia imperante e lo puoi vivere in tutto il suo dilatarsi e restringersi come fa il batterista jazz. Sei fuori dal tempo sì, e qualcuno te lo dirà, ma è questo tempo a esser fuori di sé.
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